Mondo Professionisti
(da MondoProfessionisti.eu, newsletter anno X - numero 55 - chiusa in redazione: martedì 24 marzo 2015 alle ore 16:00)

Il presidente del network forense «View net Legal», Alberto Bagnoli ha dichiarato che «i soci di capitale possono costituire, se la loro partecipazione verrà adeguatamente calibrata, uno degli elementi per la ripresa economica dell’avvocatura». Per il past president di Cassa Forense, infatti, «sono soprattutto i giovani avvocati ad aver risentito della crisi in atto in Italia oramai da qualche anno ed è per questo che View net Legal saluta con favore l’iniziativa del governo Renzi volta a eliminare lo sbarramento all’ingresso del capitale negli studi legali, poiché l’innovazione anche digitale non può prescindere da cospicui investimenti che soltanto alcuni potrebbero permettersi». L’avvocato Bagnoli, peraltro, ha precisato che «con gli altri Partners del network abbiamo discusso a lungo, a Roma giovedì scorso 12 marzo, dell'articolo 4-bis del ddl Concorrenza e anche dei rischi insiti nella presenza negli studi di soci non professionisti, in particolare modo per effetto delle potenzialità insite nelle infiltrazioni delle mafie, comunque denominate. Il fenomeno criminale non è nuovo nel tessuto economico del Paese: così come, da un lato, bisognerà tenere la guardia alta ad evitare che qualche Collega senza scrupoli si presti a connivenze illecite, peraltro sempre possibili a prescindere dall’intestazione di quote societarie a terzi non iscritti agli Ordini, dall’altro lato nessuno ha mai pensato di bloccare la trasferibilità delle attività commerciali o la cessione di quote aziendali a causa dell’astratto pericolo d’infiltrazioni, cosicché nel terzo millennio non appare più congruo mantenere il divieto per le attività libero-professionali». «Il necessario recupero di efficienza e di dignità del ruolo dell’avvocatura, anche nella interlocuzione con enti ed imprese» ha stigmatizzato la vicepresidente del network, Maria Paola Mastropieri «non passa da veti o da conservatorismi di facciata, ma

richiede lungimiranza, per pensare all’Avvocatura di domani, a quella in grado di competere con i gradi studi transalpini ma anche con quelli dell’est europeo, più strutturati e organizzati, sul piano del compenso riconosciuto ai collaboratori e delle risorse disponibili per far fronte alla complessa realtà "glocale" in cui oggigiorno viviamo e operiamo». L’endorsement al ministro Guidi è senza mezzi termini. Per la divorzista piemontese «serve un volano per la ripresa e se il governo avrà la determinazione di modernizzare l’avvocatura, ridisegnando però i criteri dell’introduzione dei non-professionisti nella compagine societaria degli studi legali, l’avvocatura non avrà più alibi. I venti Studi dei Partners di View net Legal sono pronti a cogliere questa grande opportunità».