Successo a Latina per il convegno sulla tematica del compenso ai legali
(fonte: www.mondoprofessionisti.it, la voce dei lavoratori della conoscenza, Anno IX - Numero 12 - Chiuso in redazione: Mercoledi 22 Gennaio 2014 alle ore 16:00)
 
Accordi col cliente: anche. Parametri ministeriali: non così. Decoro professionale: magari. Avvocatura sotto attacco: purtroppo sì.
Questa la sintesi del file-rouge del convegno tenutosi a Latina il 21 gennaio 2014, organizzato dalla Sezione ANAI di Latina, presieduta dall’Avv. Armando Argano, grazie al supporto del proprio Comitato Scientifico nelle persone degli Avvocati Gianluca Carfagna e Pier Giorgio Avvisati, col patrocinio del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Latina. 
La prima relazione è stata affidata a Salvatore Frattallone, che è tra i co-fondatori di «View net Legal - The hi-touch lawyers network».
Alla Alliance professionale – scaturita da un’idea maturata con il Prof. Michele Vietti (attuale vicepresidente del C.S.M.) e l’Avv. Gaetano Tasca (Avvocato aziendalista di Milano) – ha aderito venerdì scorso anche l’Avv. Alberto Bagnoli, amministrativista di Bari e past President di Cassa Forense.
L’Avv. Frattallone ha illustrato all’ampia platea le novità e le discrepanze del nuovissimo decreto su parametri, che il ministero della giustizia si accinge ad adottare (dopo che il 9 marzo prossimo si saranno pronunciate, oltre a  C.N.F. e al Consiglio di Stato, anche le commissioni Bilancio e Giustizia di Montecitorio).
«I nuovi parametri disciplineranno, se non c’è contratto col cliente, tutte le liquidazioni giudiziali relative alle prestazioni professionali successive all’entrata in vigore, come stabilito dalla Corte Costituzionale con la sentenza 261/07.11.13: l’incarico al professionista, avendo natura «unitaria», non è suscettibile di frazionamento delle prestazioni, e i parametri andranno applicati anche se l’attività è iniziata quando v’era un altro criterio, purché si tratti di incarico-non-ancora-concluso, tanto che è lecito parlare di ultrattività del sistema tariffario e, prossimamente, di quello parametrico di cui al D.M. 140/12». 
Il penalista padovano – nell’affollata sala conferenze multimediale della Curia pontina, che ha fatto da cornice all’evento – ha poi spiegato i contenuti concreti del “contratto” per il pagamento degli onorari. «La libera pattuizione del compenso è prevista dall’art. 13 della Legge Professionale 247/12. Si può computare l’onorario a tempo o a percentuale, anche sul risparmio di spesa rispetto alla domanda svolta da controparte. Oppure si può adoperare il metodo cd. incrementale, tramite «listini» "tailored made", specificamente elaborati da ciascun Studio Legale.
Ma è finalmente possibile sfruttare il criterio “a forfait”, che il 90% degli assistiti dello Studio preferisce: il compenso «flat», con pattuizione fissa delle competenze legali per ogni fase processuale è una opzione che consente al cliente di valutare l’adeguatezza dei costi per la propria difesa».

Il Prof. Giuliano Scarselli, ordinario di procedura civile all’Università di Siena, ha quindi espresso le sue puntuali riserve sul nuovo sistema parametrico ed ha esposto le sconvenienze del (sia pur lecito) patto di quota lite, poiché - volenti o nolenti – «presenta contraddizioni col divieto di rendersi cessionari di cose litigiose, di cui all’art. 1261 c.c., la cui violazione rende l’eventuale patto viziato da nullità assoluta». 
L’inossidabile Avv. Maurizio De Tilla, Presidente dell’Associazione Nazionale Avvocati Italiani, ha poi tuonato contro gli attacchi alla “funzione difensiva” che il governo incessantemente predispone: «Ogni volta che entra un cliente in Studio, dobbiamo accendere un cero alla Madonna; se poi ne accendiamo cinque al mese, allora lo Studio funziona ancora». «Hanno approfittato di questo sistema di parcellazione», ha chiosato l’istrionico De Tilla, «banche e compagnie di assicurazione, mediante patti leonini che gravano spesso sui giovani Colleghi. La distorsione è frutto dell’abolizione dei minimi di cui ai numerosissimi contratti capestro, imposti dai poteri forti: non possiamo consentire convenzioni contrarie alla nostra dignità: c’è un’offensiva bestiale nei confronti dell’Avvocatura e l’A.N.A.I. si sta battendo per l’abolizione di norme inaccettabili,
come quella del «filtro in appello (in cui la locuzione «ragionevole probabilità di accoglimento dell’appello» mi fa tremare)  e quella della “motivazione a pagamento” così come quella sulla diretta responsabilità dei legali per lite temeraria o sulla mediazione obbligatoria, che è un vero fallimento».