Respiro ampio e competitività per l’avvocatura. Perché Europa Lab?

(da La previdenza forense, n° 2/2014, L'Avvocatura, pag. 177 e seg.)

di Michelina Grillo (View net Legal network Partner)

In un’Europa che ha bisogno di crescere e di essere competitiva innovando e rilanciando l’economia dei servizi, Cassa Forense vuole rinsaldare e rinforzare ancor più i rapporti a tutti i livelli istituzionali, avendo avviato un dialogo proficuo con lo Stato, le Regioni, gli Enti e le Amministrazioni locali, per perseguire l’obiettivo prioritario del sostegno e della tutela dei nostri iscritti.
Nasce così anche l’intuizione di dar vita ad una Commissione del tutto nuova nell’ambito del Comitato dei Delegati, la Commissione CF Lab Europa, che i Colleghi che con me la compongono mi hanno affidato l’onore di coordinare. Il nostro laboratorio, che abbiamo inaugurato fondandolo sui valori della cooperazione e della conciliazione, vuole quindi essere luogo di promozione di iniziative e di incontro, sia virtuale che reale, con tutti coloro che vorranno conoscere e approfondire le tematiche, e/o trovare le modalità operative e gestionali più idonee per inserirsi all’interno di un circuito veramente europeo, aspirando all’internazionalizzazione ed alla fusione delle competenze e della formazione, privilegiando approcci diversi ed innovativi. 

(Mondo Professionisti, newsletter n° 157 del 16.09.2014, su mondoprofessionisti.it)

di Salvatore Frattallone (View net Legal network partner)

L'Avvocatura ha bisogno di mutare pelle. Il mercato dei servizi legali è talmente diverso da quello di dieci o vent'anni fa che chi non si adegua resterà al palo.
Dalle dotazioni informatiche per far fronte alle esigenze imposte dal processo civile telematico alle incalzanti quotidiane relazioni digitali con i Clienti, dalla necessità di dotarsi di software per la parcellazione elettronica alla condivisione multidisciplinare del sapere giuridico sempre più frammentato e specialistico, dalle nuove problematiche imprenditoriali alla micidiale frammentazione della legislazione e alle conclamate contraddizioni della giurisprudenza, dai salutari "downgrade" nella gestione degli Studi Legali per arginare efficacemente la crisi fino all'abitudine a concordare preventivamente con la Parte Assistita il compenso professionale, e così via, sino a puntare a canali professionali privilegiati, affidabili e "smart". Il modello tradizionale dello Studio Legale, insomma, non esiste più, se non nei ricordi.